PIÙ VICINI GLI ITALIANI,
SI POTRÀ FARE ANCORA, DI PIÙ E MEGLIO
INTERVENTO DI ALESSANDRO FRIGENI
ALLL’ASSEMBLEA PROVINCIALE DEL 24 aprile 2008
Care democratiche, cari democratici,
con il voto del 13 e 14 aprile scorso gli italiani hanno inteso mandare alcuni messaggi chiari alla classe politica del nostro paese.
Innanzitutto è stato espresso un giudizio negativo sull’operato del Governo Prodi che, al di là delle buone cose fatte (il decreto “Bersani” sulle liberalizzazioni, la Legge Finanziaria 2008, ecc..) e dei tanti importanti disegni di legge promossi (e purtroppo mai tramutati in legge) ha dato purtroppo prova di grande frammentarietà, litigiosità, e, quel che è peggio, di cronica incapacità a decidere proprio in un momento storico in cui gli italiani chiedevano un governo forte e capace di fornire risposte concrete ai loro problemi.
Negativo è stato in particolare il giudizio sul governo uscente espresso dai nostri concittadini del nord, i cui bisogni e le cui istanze non sono stati capiti, e se può apparire facile dire adesso queste cose ad elezioni passate, lasciatemi dire che il sottoscritto queste cose le andava dicendo già in tempi non sospetti ..a d esempio con un articolo pubblicato circa un anno fa su L’Eco di Bergamo dal titolo “Ma il governo non ha capito il nord”.
Ne abbiamo parlato tante volte, ma il nodo essenziale della questione settentrionale oltre che il principale motivo del massiccio spostamento a destra dell’elettorato, credo sia riconducibile alla difficoltà che i passati governi di centro-sinistra hanno avuto nell’adottare un linguaggio semplice, chiaro e comprensibile per la gente comune; troppi di giri di parole, troppi “pudori” ideologici hanno impedito di parlare con chiarezza di temi e problematiche che, dobbiamo rendercene conto una volta per tutte, non sono affatto di destra, anzi se proprio vogliamo dirlo, sono forse più di sinistra che di destra visto che riguardano le fasce sociali più deboli: l’aumento della microcriminalità e dei reati predatori connessi al dilagante fenomeno dell’immigrazione clandestina, la difficilissima convivenza con le comunità rom, ma anche, al di la dei temi urgenti legati alla sicurezza, il rapporto tra fiscalità e spesa pubblica, la riorganizzazione su base meritocratica della pubblica amministrazione, la riforma in senso federale dello stato.
E tutto questo senza dimenticare le altre due gravissime urgenze sociali che coinvolgono milioni di cittadini italiani: la diminuzione del potere di acquisto dei salari dei lavoratori dipendenti e il precariato di tantissimi di giovani lavoratori che non vedono prospettive per il loro futuro.
Sono questi i problemi attuali del paese, con buona pace di quelle anime belle che durante questa campagna elettorale andavano parlando di un paese che in realtà non conoscono, magari con quella presunzione, quell’aria un po’ snob e quella puzza sotto il naso tipica di alcuni ambienti fortemente ideologizzati che sono destinati ad essere sempre e solo un’elite minoritaria.
Sono pienamente d’accordo con Maurizio Martina quando in una recente intervista dice che i politici devono smetterla di viaggiare una spanna sopra la testa dei cittadini e devono fare una politica di prossimità, di territorio.
L’esperienza ci ha ormai dimostrato che demonizzare l’avversario significa in realtà favorirlo; dobbiamo finalmente renderci conto che ciò che di sbagliato c’è nella Lega non sono i problemi che essa pone, bensì le soluzioni che essa propone (quasi sempre improntate a demagogia quandanche non al razzismo), ed è qua che noi dobbiamo marcare con forza la differenza rispetto a loro, non evitando di affrontare questi problemi nascondendo la testa sotto la sabbia ma facendo emergere la qualità della nostra proposta politica improntata sui principi della legalità, dell’uguaglianza e della solidarietà.
Perché se è vero che la diffusione di questo sentimento di paura verso il diverso e la conseguente domanda di protezione derivano da una difficoltà, anche culturale, ad accettare i processi mondiali di globalizzazione, è anche vero che chi sta al governo ha il dovere appunto di “governare” questi processi mettendo i cittadini nelle condizioni di affrontare con serenità e consapevolezza le conseguenze di tali processi.
Non possiamo tuttavia sottacere di come il giudizio negativo espresso dagli italiani abbia riguardato soprattutto i principali responsabili dell’incapacità decisionale del Governo Prodi, gli artefici del partito del non fare, dei veti e del no a tutto ciò di cui gli italiani avevano bisogno, TAV e infrastrutture in primis. Bisogna che i vari Diliberto, Pecoraro Scanio, Ferrero, Luxuria, Caruso, ecc.. si facciano un profondo esame di coscienza e capiscano finalmente che un approccio meramente ed esclusivamente ideologico alle sfide epocali che abbiamo di fronte non basta più, ed è per questo che molti dei loro simpatizzanti hanno finito per votare a destra.
Detto questo ritengo invece che, pur nell’ambito di questa sconfitta complessiva delle forze di centrosinistra, il progetto innovativo e modernizzatore del Partito Democratico ne esca consolidato.
Sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta; varando finalmente un programma davvero riformista abbiamo infatti ricominciato a parlare al paese reale, mettendo in evidenza i problemi veri della gente e proponendo nella campagna elettorale soluzioni valide e concrete.
Da troppo poco tempo è nato il nostro partito e troppo vivo negli italiani era il ricordo dell’esperienza del governo uscente per riuscire a ribaltare l’esito elettorale; sono convinto che se avessimo avuto più tempo per comunicare e divulgare il nostro programma innovativo saremmo riusciti a trasformare in voto politico le numerose manifestazioni di sincero interesse che il nostro nuovo partito ha saputo suscitare.
Proseguiamo quindi con serenità, fiducia, speranza e convinzione nel cammino che abbiamo intrapreso, questa “rivoluzione dolce” che deve porsi sempre come unico obiettivo il bene comune degli italiani, radicandoci ancora di più nei nostri territori e nelle nostre comunità; sono convinto infatti che se riusciremo ad essere ancora più vicini gli italiani, si potrà fare ancora, di più e meglio.
Grazie.
Alessandro Frigeni
Esecutivo Provinciale PD
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